Quando i tentativi di evitare la guerra portarono alla guerra

da | Mar 6, 2025 | Politica Internazionale

Ci credereste che lo scoppio della Seconda guerra mondiale, il mito di Edipo e la guerra in Ucraina sono legate da un sottile filo? Il filo del destino inevitabile.

Il mito

Il mito di Edipo è un classico senza tempo. Al re di Tebe viene predetto che suo figlio lo ucciderà e sposerà la regina, la propria madre. Il re di Tebe abbandona il figlio che viene salvato da un pastore e portato ai sovrani di Corinto. Da grande Edipo scopre la profezia, pensando che riguarda i suoi genitori adottivi fugge da Corinto. Per strada incontra un uomo arrogante con cui litiga e lo uccide. Quell’uomo era Laio, il suo vero padre. Edipo giunto a Tebe la libera dalla Sfinge che terrorizzava la città. Come premio sposa la regina di Tebe, la sua vera madre. Successivamente i due scoprono la verità. La madre di Edipo si suicida mentre lui, per la vergogna, si acceca e si esilia.

Lo storia

Nel 1933 Adolf Hitler viene eletto come cancelliere della Germania. Solo tre anni dopo viola gli accordi di Versailles con il riarmo tedesco e l’occupazione militare della Renania.

Come hanno risposto le potenze Europee? Con una politica accomodante, di cessioni, da parte del Regno Unito e della Francia. Entrambi i Paesi si concentrarono sulla politica ed approvazione interna, cercando di evitare la guerra con la Germania ad ogni costo.

Nel 1937 Chamberlain succede a Baldwin (entrambi del partito conservatore) come primo ministro della Gran Bretagna, in continuazione con il suo predecessore insiste sulla diplomazia e concessioni alla Germania per mantenere la pace in Europa.

Nel frattempo Churchill è marginalizzato all’interno della scena politica britannica. Viene spesso etichettato come guerrafondaio in quanto spingeva per un riarmo della Gran Bretagna. Considerava il nazionalismo tedesco un pericolo per la  stessa pace in Europa che tanto ricercava Chamberlain.

Nonostante, o meglio, in forza della politica accomodante da parte della Gran Bretagna e Francia, la Germania comincia l’annessione di territori considerati propri occupando l’Austria nel 1938. Sempre nello stesso anno Hitler dichiara di volersi impossessare dei Sudeti, regione della Cecoslovacchia al confine con la Germania, per difendere le minoranze di lingua tedesca – suona per caso attuale e familiare? Viene indetta la conferenza di Monaco per risolvere le tensioni e la questione Sudeti. Partecipano Germania, Italia, Francia e Gran Bretagna. La Cecoslovacchia, la diretta interessata, non è invitata. Senza la Cecoslovacchia si decide di cedere i Sudeti alla Germania per evitare un conflitto armato in Europa.

Prima di tornare a Londra Chamberlain, sempre alla ricerca della tanto agognata pace, si incontra con Hitler per firmare l’intesa anglo tedesca di non belligeranza. Una volta atterrato a Londra mostra il foglio firmato dal cancelliere tedesco al popolo britannico sotto applausi e festeggiamenti.

L’euforia di aver raggiunto la pace sfuma velocemente però, come un miraggio. La Germania occupa i Sudeti e pochi mesi dopo Hitler invade tutta la Cecoslovacchia fregandosene dell’accordo di Monaco.

Reazione delle potenze Europee? Indignazione.

Sappiamo poi tutti come è finita la strategia diplomatica accomodante nei confronti della Germania. Sappiamo tutti come è finito l’accordo anglo tedesco di non belligeranza. Sappiamo tutti che la Germania non si fermò.

Solo nel 1939, a seguito dell’invasione della Polonia, Gran Bretagna e Francia entrarono ufficialmente in guerra contro la Germania.

Chamberlain, come un Edipo moderno, cercando di fuggire dalla profezia di Churchill della guerra imminente, è finito proprio tra le braccia di Ares (dio della guerra Greco). Per via del fallimento della diplomazia accomodante nell’evitare la guerra ha dato le sue dimissioni a maggio del 1940 ed è morto di cancro soli sei mesi dopo.

L’attualità

Nel 2014 la Russia ha annesso la Crimea, territorio ucraino riconosciuto dalla Russia stessa, in violazione del Memorandum di Budapest del 1994, nel quale per l’appunto la Russia riconosceva i confini e la sovranità dell’Ucraina (inclusa la Crimea ovviamente).

Le potenze moderne, Europa e Stati Uniti, hanno reagito in modo blando, con delle sanzioni economiche, alla violazione territoriale di un Paese sovrano nel continente Europeo.

Febbraio 2022, la Russia invade militarmente l’Ucraina da 3 fronti: est, sud e nord.

Le potenze Europee e mondiali, temendo un conflitto con la Russia, non intervengono direttamente. Condannano verbalmente l’espansionismo di Putin. Amplificano la portata delle sanzioni economiche all’aggressore. L’aiuto economico e militare, sotto forma di armamenti e munizioni, tarda ad arrivare ed è centillinato per paura di una escalation che non arriva. La paura di dover entrare nel conflitto prevale, proprio come durante gli anni 30′ del secolo scorso.

Dopo due anni di guerra l’interesse dell’opinione pubblica occidentale va scemando. La guerra in Ucraina non fa più notizia, letteralmente, se ne parla sempre di meno. Per molti analisti c’è il timore/ la possibilità che i governi occidentali distolgano l’attenzione dalla politica estera per concentrarsi su quella interna. L’Unione Europea è divisa, addirittura alcuni Paesi (es. Ungheria) sembrano essere allineati più con la Russia che con l’occidente. L’elezione del nuovo presidente negli Stati Uniti porta ancora più incertezza sul sostegno occidentale all’Ucraina in difesa del diritto internazionale.

20 Gennaio 2025 Donald Trump si insedia alla casa bianca per il proprio secondo mandato come presidente degli Stati Uniti. Nella campagna elettorale aveva dichiarato che avrebbe posto fine alla guerra in Ucraina in sole 24 ore dal proprio insediamento e che se lui fosse stato presidente Putin non si sarebbe mai permesso di invadere l’Ucraina. Ma nulla cambia sul campo di battaglia.

Febbraio 2025 la delegazione diplomatica statunitense e quella russa si incontrano per la prima volta dopo anni per parlare della pace in Ucraina. Senza l’Ucraina presente, né nessun altro Paese europeo. Un po’ come era successo a Monaco con la Cecoslovacchia.

Il presidente Americano fa un’inversione a “U” all’improvviso. Le sue dichiarazioni fanno rabbrividire la comunità internazionale, dichiara che il presidente ucraino non avrebbe mai dovuto cominciare la guerra, che è un dittatore non eletto e che l’Ucraina potrebbe un giorno fare parte della Russia.

Il timore è che l’Ucraina venga lasciata da sola contro la Russia, come lo è stata la Cecoslovacchia con la Germania. Alcuni suppongono o sperano che Trump stia bluffando come un giocatore di poker, per far mettere a Putin tutto sul tavolo, prima di tirare fuori gli assi. Personalmente dubito, considerando che stiamo parlando dello stesso Trump che durante la pandemia del COVID letteralmente consigliò di bere il disinfettante. Altri ritengono che Trump sia disposto a concedere l’Ucraina alla Russia, pur di fare terminare il conflitto, in quanto semplicemente non gli interessa e non la ritiene strategica per la propria visione geopolitica. Il ritorno all’isolazionismo.

In questa ennesima partita a scacchi tra una potenza espansionistica e il resto del mondo che cerca di evitare una guerra, Trump si è inserito come protagonista. Farà la fine di Edipo e Chamberlain? Quale ruolo avrà l’Europa? In caso di isolazionismo americano riuscirà a unirsi e a supportare lo stato di diritto sul vecchio continente? O stiamo assistendo all’inesorabile declino dell’Europa e delle democrazie occidentali in generale?

Se Chamberlain è stato l’Edipo del ventesimo secolo è ancora da vedere chi sarà l’Edipo del ventunesimo secolo. Lo scopriremo solo vivendo. Il destino non è ancora scritto, ma se a scriverlo sono gli uomini, visto i precedenti storici, non sarei troppo ottimista. Per l’Europa e il Mondo, in stile puramente britannico, è giunto il momento di sperare per il meglio e di prepararsi per il peggio.

Una cosa è certa: i valori liberali, come la libertà stessa, non possono perdurare con politiche accomodanti verso chi liberale non è. Spero sinceramente che questo monito possa (1) far svegliare chi è accecato da un miraggio di pace, come lo era Chamberlain (i miei ossequi al dottor Giuseppe Conte), e (2) a richiamare all’unità non solo i liberali ma tutte le frange politiche per evitare che la storia si ripeta, perché potrebbe essere l’ultima volta.

Mi duole dirlo ma spero si svegli anche chi ha indossato la maglietta di Putin in Piazza Rossa. Questa è l’occasione giusta per difendere i valori e la cultura occidentale che la destra tanto millanta. L’invasione non è dal sud, ma dall’est.

(A curia di Yaroslav Ilyk)