Tra il 10 e il 18 Settembre in tutta la Francia la popolazione è scesa nelle piazze delle città più importanti del paese per protestare contro i tagli alla spesa presenti nell’ultima legge di bilancio, a causa della quale è caduto il governo di Bayrou. Secondo i manifestanti il governo dovrebbe aumentare le tasse a chi possiede di più e diminuire a chi ha di meno, in modo che si possa evitare di applicare ulteriori tagli al welfare. Nella prima legge di bilancio di Bayrou si proponeva, ad esempio, di eliminare due giorni festivi e bloccare l’adeguamento delle pensioni all’inflazione; rimaneva invariata la quota riguardante la spesa militare.
Il sistema del welfare in Francia è molto tutelante e di conseguenza molto costoso: la spesa più ampia riguarda le pensioni, che è raddoppiata negli ultimi decenni. L’importanza del welfare in Francia la si è potuta vedere, ad esempio, nel 2023 quando Macron propose un innalzamento dell’età pensionabile e si scatenarono enormi proteste nel paese.
Come scritto su alcuni quotidiani francesi, sembra che gli indicatori economici vadano meglio rispetto a qualche anno fa: ad Agosto l’inflazione era sotto l’1%, nell’ultimo i salari sono aumentati del 2%, il reddito nazionale per le famiglie è cresciuto del 2,6%. Questi miglioramenti sono poco percepiti dal singolo cittadino: ad esempio l’aumento del reddito lordo è dato dalla creazione di nuovi posti di lavoro, la disoccupazione è in calo ma aumenta la povertà, così come è in aumento il numero di cittadini che contraggono debiti. Quest’ultimo fatto è causato anche dall’aumento dei lavoratori precari; sono inoltre aumentate le spese fisse obbligatorie come affitti, bollette, assicurazione auto o della casa.
Nel frattempo il Presidente Macron ha incaricato Sebastien Lecornu di formare un nuovo governo, ma il suo mandato è durato appena ventisette giorni. Facciamo però, un riepilogo della crisi del governo Lecornu: Domenica 5 Ottobre Lecornu ha presentato il nuovo governo formato da molti ministri appartenenti al precedente governo di Bayrou; Lecornu ha subito critiche sia da alcuni membri della sua coalizione che da quelli dell’opposizione. Nella mattinata di Lunedì 6 Ottobre Lecornu si è dimesso, ma Macron gli ha chiesto di rimanere almeno fino all’otto Ottobre per trovare una soluzione. Il giorno 8 Ottobre il Presidente Macron si è trovato di fronte a tre opzioni: individuare un sostituto di Lecornu, indire nuove elezioni legislative oppure dimettersi egli stesso. Nella giornata di Venerdì 10 Ottobre Macron ha invitato all’Eliseo i rappresentanti dei principali partiti politici francesi (tranne l’estrema destra e l’estrema sinistra): dopo questo incontro Macron ha affermato di aver trovato una soluzione, un compromesso. Nella notte tra Venerdì e Sabato Macron ha dato nuovamente incarico a Lecornu di avviare nuove consultazioni affinchè si possa giungere alla formazione di un nuovo governo e cercare di raffreddare, per il momento, la situazione nel paese.
Nella giornata di Domenica 12 Ottobre sembra che le consultazioni abbiano avuto un esito positivo e che sia vicina la nascita di un nuovo governo Lecornu, il quale avrà la missione di fare una nuova legge di bilancio entro la fine dell’anno: Martedì 14 Ottobre dovrebbe riunirsi il primo consiglio dei ministri, ma resta comunque l’incognita il voto di fiducia in parlamento (già fatale a precedenti governi). Nonostante i numerosi ostacoli il governo Lecornu II è riuscito ad ottenere la fiducia: il nuovo premier, per avere l’appoggio dei socialisti, ha bloccato momentaneamente la riforma delle pensioni. Nelle prossime settimane occorrerà fare attenzione alla tenuta del nuovo governo e molto dipenderà dalla legge di bilancio che Lecornu dovrà presentare entro la fine dell’anno. Il nuovo governo, una volta stabilite le misure e le coperture per la manovra, avrà il compito di essere un esecutivo di tregua in vista delle elezioni municipali che si terranno nel mese di Marzo del 2026.
Una volta che le elezioni municipali saranno terminate e che verranno valutati i risultati, inizierà la campagna elettorale per le presidenziali del 2027 e ogni riforma sarà rimandata dopo questa data (dopo Marzo 2027). Il governo Lecornu ha segnato passaggi importanti dal punto di vista politico: il primo riguarda i socialisti dal momento che sono risultati decisivi per la nascita del nuovo esecutivo e dovranno decidere se alle prossime presidenziali sostenere Raphael Glucksmann; il secondo punto riguarda l’ex primo ministro Eduard Philip, il quale dovrebbe essere il candidato centrista alle presidenziali ponendosi in discontinuità con Macron. Un altro punto importante riguarda la riforma delle pensioni: la maggior parte dei francesi è contraria a questa riforma, ma con l’aumento del rapporto deficit-pil (114% del pil) occorrono interventi importanti e mirati per quanto riguarda la spesa pubblica (la riforma delle pensioni rappresenta uno dei cavalli di battaglia del presidente Macron fin dalla sua prima elezione nel 2017). In questi giorni molti duri dal punto di vista politico per la Francia, il Paese è stato scosso anche dalla condanna a 5 anni di carcere dell’ex presidente Nikolas Sarkozy a causa di finanziamenti illeciti da parte della Libia di Gheddafi per la campagna elettorale delle elezioni presidenziali del 2007.
(A cura di Luca Di Bello)

