É di poche settimane fa la polemica sul manifesto di Ventotene.
Chi scrive pensa che ci siano due fazioni da stadio.
Una, la sinistra, che lo difende a spada tratta perché simbolo dell’antifascismo; e l’altra, la destra, che lo attacca per il suo carattere socialisteggiante, e forse proprio perché simbolo dell’antifascismo.
Io penso che noi liberali, anche se parlo a titolo personale, dobbiamo uscire dalla dicotomia antifascismo religioso ed anti-antifascismo. La nostra posizione dovrebbe essere quella di storicizzare l’antifascismo, anche perché, come dicevano Croce e Bobbio, tutti i democratici sono antifascisti ma non tutti gli antifascisti sono democratici. E la presenza filosovietica nella Resistenza italiana e soprattutto mondiale era importante.
Noi dobbiamo ringraziare chi ha fatto parte prima del movimento politico-culturale e poi militare anti-regime, ma senza spegnere il cervello. Cosa intendo con ciò? Che l’antifascismo è stato un movimento eterogeneo, dove c’erano filoccidentali e filosovietici, liberisti e statalisti-centralisti.
Oggi come oggi dobbiamo appunto ringraziare gli oppositori e oppositrici (democratici e democratiche) ma senza fossilizzarci come fa la sinistra, con frasi come: “Abbiamo la Costituzione più bella del mondo”. Non capisco perché la nostra debba essere la più bella del mondo per un liberale ed un popolare, criticata anche da Scelba.
Le Costituzioni vanno e vengono ed in Francia sono alla quinta, tra l’altro con un sistema presidenziale, che critico insieme alla sinistra ma per motivi diversi: loro perché lo vedono come un sistema autoritario, io perché lo vedo non rappresentante di tutta la società.
Concludo dicendo che per me la Costituzione non è un resto sacro, ma figlia del suo periodo. Io personalmente mi rifaccio al martire Emilie Chanoux (membro della Resistenza Valdostana ucciso dai fascisti repubblicani) e Gianfranco Miglio, che entrambi guardavano ad un modello confederale di tipo elvetico per l’Italia e l’Europa. Entrambi erano antifascisti: uno perse la vita per la LIBERTÁ e le loro idee meritano rispetto per una nuova costituente.
(A cura di Federico Mancuso)

