La Toscana è la prima regione ad introdurre una legge riguardante il fine vita. Un altro tentativo d’introduzione di una legge sul fine vita venne fatto in Veneto, dove la proposta aveva il sostegno anche del Presidente della regione Luca Zaia.
Che cosa intendiamo con fine vita? Riguardo questa tematica dobbiamo distinguere tra eutanasia e suicidio assistito: per eutanasia si intende la morte procurata tramite la somministrazione di un farmaco, in cui è la persona a scegliere di morire (in Italia l’eutanasia è reato); per suicidio assistito si intende quando la persona di autosomministra il farmaco letale. Il suicidio assistito in Italia è possibile solo in seguito a due sentenze (una del 2019, una del 2024) della Corte Costituzionale.
La sentenza del 2019 riguarda il caso di Dj Fabo, il quale aveva richiesto di morire dal momento che era affetto da tetraplegia e cecità; il suo desiderio è stato realizzato grazie a Marco Cappato, attivista dell’associazione Luca Coscioni, il quale nel 2017 lo ha accompagnato in Svizzera. Quando Cappato è rientrato in Italia, si è presentato dai carabinieri per autodenunciarsi per il reato di istigazione al suicidio. La sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale ha stabilito che l’aiuto al suicidio, in determinate condizioni, non è punibile. Le condizioni per accedere a questo tipo di trattamento sono: irreversibilità della patologia, sofferenze intollerabili per il paziente, dipendenza da macchinari o terapie e capacità di prendere decisioni in modo libero e consapevole. Il Parlamento dal 2019 ad oggi non è mai intervenuto nonostante i solleciti della Corte Costituzionale, lasciando alle regioni il compito di stabilire le procedure per la tutela della salute dei cittadini e consentire, a chi ne fa richiesta, di accedere al fine vita.
Come detto precedentemente, il Veneto aveva tentato di approvare questa legge che non è passata per un solo voto; allo stesso modo le cose sono andate in Lombardia. L’Emilia-Romagna e la Puglia hanno intrapreso la strada dell’approvazione di un regolamento e non di una legge riguardo questo argomento; l’unica regione in grado di arrivare all’approvazione di una legge sul fine vita è stata la Toscana, in data 11 Febbraio. La legge è una proposta dell’associazione Luca Coscioni ed è stata votata da Pd-Iv-M5stelle-Misto; tanti parlamentari di Fdi hanno definito la legge incostituzionale, mentre il capogruppo al senato di Fi Gasparri l’ha definita una forzatura. Il testo prescrive che la verifica dei requisiti del malato da parte di una commissione multidisciplinare deve concludersi entro venti giorni dalla richiesta. Se la domanda del malato riceve un esito positivo si procede all’approvazione delle modalità del suicidio medicalmente assistito entro dieci giorni ed entro altri sette giorni l’azienda sanitaria assicura il supporto tecnico, farmacologico e sanitario. La norma stabilisce anche che queste prestazioni debbano essere gratuite e vengono stanziati dieci mila euro l’anno per tre anni; oltre agli emendamenti, sono stati approvati anche altri due ordini del giorno: uno di Iv affinchè vengano valorizzate le cure palliative e un altro del Pd che sollecita affinchè venga approvata una norma a livello nazionale.
(A cura di Luca Di Bello)

