Magnifica Humanitas – La posta in gioco politica dell’AI, tra presente e futuro

da | Mag 31, 2026 | Giustizia e Riforme

Magnifica Humanitas non è solo il titolo di un’enciclica. E’ un promemoria politico che va oltre i rilievi di carattere filosofico e morale sull’Intelligenza Artificiale (AI). 135 anni fa Rerum Novarum di Leone XIII, incentrata sulla seconda rivoluzione industriale, pose le basi per la dottrina sociale della Chiesa, coerente con l’economia sociale di mercato più volte citata nei trattati UE. Oggi Magnifica Humanitas di Leone XIV – trattando dell’AI, definita da più analisti la quarta rivoluzione industriale – apre la strada a considerazioni circa la portata politica della maggiore innovazione di processo del mondo contemporaneo. A parere di chi scrive, ponendosi in un’ottica riformatrice e liberaldemocratica, tali considerazioni si possono sviluppare lungo tre dimensioni principali.

La prima è il pericolo di concentrazione di potere. L’AI non è una tecnologia neutra, è parte integrante del sistema del potere nel XXI secolo. Una tecnologia in grado di accedere in maniera pressoché istantanea a dati e informazioni su milioni di individui e soggetti pubblici e privati sparsi per il globo. Con il conseguente rischio ultimo che la vita democratica venga influenzata da una oligarchia tecno-finanziaria in grado di accedere ai dati stessi, che per questa ragione sono le “terre rare del terzo millennio”. Per scongiurare tale rischio è necessaria una riaffermazione del ruolo della politica volto a prevenire un’eccessiva influenza di una manciata di attori privati. A livello europeo, sono necessarie una meticolosa attività antitrust per prevenire concentrazioni e la creazione di pericolose rendite monopolistiche, e la separazione tra la gestione delle infrastrutture e la fornitura dei servizi, da mettere a concorrenza.

Tra i maggiori operatori nel campo dell’AI si hanno infatti anche soggetti quali il celebre Peter Thiel. Molto vicino al presidente Trump, alla new right oggi forte nel Partito Repubblicano americano e propugnatore di un capitalismo privo di democrazia, nel proprio manifesto The Education of a Libertarian afferma: “non credo più che libertà e democrazia siano compatibili”. Peter Thiel è il fondatore di Palantir Technologies, nata come società di data mining per governi e aziende, oggi fornitore di sistemi AI all’esercito statunitense. Sono queste le forze internazionali e gli attori sovranazionali citati nella presentazione di Magnifica Humanitas, che rappresentano una minaccia per la “preservazione della persona umana nel tempo dell’AI”, il sottotitolo dell’enciclica. Nel momento in cui tecnologie del genere, nelle mani di soggetti privati o di governi dal profilo autoritario, fossero in grado di aggirare la privacy dei cittadini o di influenzarne le preferenze, allora la dignità dell’individuo e i diritti umani, su cui l’ordine liberaldemocratico si fonda, sarebbero minacciati.

La seconda dimensione è relativa al ritardo strutturale di Italia e UE nello sviluppo di tecnologia AI rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. Il mercato europeo dell’AI è ancora frammentato ed eccessivamente regolamentato. Ciò, oltre a limitare le iniziative congiunte in grado di competere con quelle americane e cinesi, impatta negativamente sugli investimenti nell’ambito AI. Che entro i confini UE ammontano a pochi miliardi di euro l’anno, circa 400 milioni dal PNRR nel caso dell’Italia, rispetto agli oltre cento miliardi mobilitati da Washington e Pechino. Con la conseguenza che gli operatori europei, anche nei mercati domestici, vengono spiazzati da giganti quali NVIDIA e OpenAI. Il Vaticano stesso come partner per trattare il tema AI ha scelto l’americana Anthropic, il cui cofondatore Christopher Olah era nel panel della presentazione di Magnifica Humanitas. Questo svantaggio competitivo porta con sé un disequilibrio a livello di potere politico. Perciò, a livello UE si rende necessario un nuovo framework che vada oltre l’EU Artificial Intelligence Act varato nel 2024, che rafforzi il supporto all’innovazione e allo sviluppo nel campo AI e l’integrazione dei mercati dei singoli Stati membri, oltre alla regolamentazione dei rischi legati all’AI. In linea con quanto esposto nel Rapporto Draghi.

La terza dimensione riguarda la responsabilità della politica italiana verso le generazioni future. Anche su questo, con rammarico, osserviamo un ritardo strutturale nei nostri tessuti scolastico e industriale. Da settembre 2025 in Cina l’Intelligenza Artificiale è stata resa materia obbligatoria per gli alunni a partire dai sei anni. Ad aprile 2025, mediante un ordine esecutivo, Donald Trump ha avviato una Task Force per l’Educazione all’Intelligenza Artificiale volta a integrare l’AI nelle classi di tutti i livelli scolastici “per garantire che gli Stati Uniti rimangano leader globali in questa rivoluzione tecnologica”. Regno Unito e Germania hanno varato partnership con operatori leader per formare all’AI un target di milioni di lavoratori entro la fine del decennio. Dalle sfide relative al transumanesimo citate in Magnifica Humanitas emerge la necessità di formare i giovani all’AI, visto l’impatto che essa avrà soprattutto sui lavori cosiddetti “entry-level”. La tutela della dignità umana nel tempo dell’AI passa anche dal fornire alla persona gli strumenti necessari per comprenderla e gestirla. Sta al governo italiano stanziare risorse e sviluppare partnership pubblico-privato per adeguare i percorsi formativi a tutti i livelli alle competenze che la rivoluzione AI richiede. La posta in gioco è politica, non solo tecnologica. Senza una visione di lungo periodo l’AI in Italia e in Europa sarà un’altra occasione mancata e causa di ulteriore ritardo rispetto a USA e Cina. Mediante riforme coraggiose e mirate può invece diventare ciò che l’enciclica stessa indica fra le righe: un banco di prova per coniugare innovazione, responsabilità e dignità umana. Ci auguriamo che la classe politica italiana colga l’importanza della tematica e anticipi, per una volta, ciò che il futuro richiede.

(A cura di Riccardo Ferri)